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Owen Watson
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Il Giovane Wallander



Il giovane Wallander è una serie di Netflix basata sul celebre personaggio dell'ispettore Kurt Wallander creato dallo scrittore svedese Henning Mankell, protagonista di numerosi adattamenti televisivi e cinematografici. Descritto come una reinterpretazione moderna degli scritti di Mankell, il crime drama riporta il detective Kurt Wallander (interpretato dallo svedese Adam Pålsson) indietro nel tempo, alle origini della sua formidabile carriera, senza però farlo realmente. Siamo infatti nella Svezia dei giorni nostri e Wallander, ancora un giovane agente della polizia, è impegnato a barcamenarsi in un Paese sempre più violento mentre segue il suo primo caso. Incapace di salvare una giovane vita da un'aggressione brutale, Wallander deve imparare a convivere con il senso di colpa per riuscire a risolvere il caso. Nella serie recitano anche Richard Dillane (Peaky Blinders) e Leanne Best (Black Mirror) nei ruoli del sovrintendente Hemberg e di Frida Rask. Si aggiungono Ellise Chappell (Poldark), Yasen Atour (Ben-Hur), Sara Seyed, Charles Mnene (Misfits), Jacob Collins-Levy (The White Princess), Alan Emrys (Johnny English colpisce ancora) e Kiza Deen (Testimoni silenziosi).




Il giovane Wallander



Il giovane Wallander è l'ennesima produzione televisiva basata sul personaggio dell'ispettore Kurt Wallander, creato dal defunto scrittore svedese Henning Mankell e apparso per la prima volta nel 1991 in Assassino senza volto, valsogli il premio Glasnyckeln dedicato ai migliori romanzi gialli dei paesi scandinavi. Sono dodici i romanzi scritti complessivamente da Mankell, il nono dei quali, Piramide, è di fatto un prequel della serie, ambientato nei 20 anni precedenti le vicende di Assassino senza volto. Tra gli altri adattamenti più famosi e di maggior successo, la serie svedese Wallander e quella inglese Il commissario Wallander.


Il giovane Wallander è una Serie TV di genere drammatico del 2020, ideata da Benjamin Harris, Jessica Ruston, Anoo Bhagavan, Ben Schiffer, con Adam Pålsson e Richard Dillane. Prodotto da Yellow Bird. Il giovane Wallander è ancora in produzione. È stata prodotta una stagione.


Con la recensione de Il giovane Wallander, nuova serie poliziesca di Netflix, ci addentriamo in un territorio ricco di potenziale, data la matrice letteraria dei sei episodi prodotti in collaborazione con la Yellow Bird, specializzata in adattamenti di genere provenienti dalla Svezia. Abbiamo infatti a che fare con nientemeno che Kurt Wallander, il celebre poliziotto ideato dal compianto Henning Mankell (1948-2015), uno dei più grandi autori scandinavi di libri crime. Tormentato e brillante, Wallander è stato protagonista di dodici romanzi e una raccolta di racconti tra il 1991 e il 2009, nonché comprimario in Prima del gelo, che doveva essere il primo capitolo di una trilogia incentrata sulla figlia Linda, anch'ella poliziotta. Un successo fenomenale, anche in Italia (i libri sono editi da Marsilio e Mondadori), che ha portato a molteplici incarnazioni sullo schermo: nove film interpretati da Rolf Lassgård tra il 1994 e il 2007, la serie svedese con Krister Henriksson tra il 2005 e il 2013 (in Italia è andata in onda su Rete 4) e l'adattamento della BBC con Kenneth Branagh, tra il 2008 e il 2016. La nuova serie è quasi un prequel spirituale di quest'ultimo, poiché anche in questo caso si è scelto di girare in lingua inglese, per raggiungere un pubblico più vasto.


Non è il solito personaggio quello che incontriamo ne Il giovane Wallander, con le fattezze dell'attore svedese Adam Pålsson. Tanto per cominciare, non siamo a Ystad, storica sede delle indagini di Kurt e dei suoi colleghi, ma a Malmö, la città più importante della Scania, nota al cinema per la sua presenza nei film di Bo Widerberg (ritenuto dai critici una sorta di "rivale" di Ingmar Bergman, il suocero di Henning Mankell) e in televisione per l'uso che se n'è fatto in The Bridge, dove il luogo del delitto è il ponte di Öresund che lega la città a Copenaghen. È qui che il giovane Wallander sta muovendo i primi passi, in un presente non precisato ma accostabile al nostro, a differenza degli altri adattamenti che, fedeli ai testi di Mankell, presentano un protagonista coetaneo del suo autore (la prima indagine letteraria, nell'ordine cronologico degli eventi dei libri, si situa nel 1969, quando Kurt aveva 21 anni). Ansioso di dimostrare il proprio valore come poliziotto, sarà messo a dura prova da un delitto che mette a nudo il lato oscuro della città e il divario sociale tra il ceto benestante e coloro che sono ritenuti sacrificabili.


Qui, forse anche per la scelta della grande città, con spazi alquanto anonimi, e la decisione di girare soprattutto in interni, l'aspetto squisitamente nordico viene meno, ed è preservato solo nella performance di Pålsson, la cui dizione inglese perfetta cela comunque quell'anima scandinava, presente anche nei tratti essenziali della personalità di Wallander, ancora giovane ma già indirizzato su una certa via, fatta di dubbi e interrogativi costanti. Un connubio di carisma e vulnerabilità da cui partire per un'eventuale prosecuzione di questa rilettura del personaggio, situandolo ancora più apertamente in una realtà nazionale che per ora rimane sullo sfondo (il paragone evidente è con il più riuscito Il giovane Montalbano), lasciandoci con un'indagine interessante ma fin troppo convenzionale, perfetta per chi cerca un bingewatching senza troppe pretese ma anche una piccola occasione sprecata dato il materiale a disposizione.


Eccoci alla fine della recensione de Il giovane Wallander, serie Netflix che vuole rilanciare in chiave più moderna il personaggio creato da Henning Mankell, riuscendoci a metà: se da un lato è encomiabile la componente tematica unita al lavoro su Wallander stesso, dall'altro viene a mancare l'elemento veramente nordico che contraddistingue le indagini del poliziotto. Si spera in un miglioramento qualora ci fossero ulteriori episodi.


Le vicende, ambientate nella Svezia dei nostri giorni, ci catapultano fin dai primi minuti nella vita del giovane poliziotto Kurt Wallander che, in seguito ad un tragico evento, gestito brillantemente grazie al sangue freddo che contraddistingue il personaggio, viene promosso a detective, ritrovandosi invischiato in una vicenda dai risvolti inaspettati. Numerosi i punti di forza della serie, tra cui la gestione della componente crime/investigativa, vero e proprio fulcro dell'opera, in grado di coinvolgere sempre più lo spettatore episodio dopo episodio. Quello che da subito sembra essere un brutale delitto a sfondo razziale si trasforma in breve in un caso ancora più stratificato di quello che poteva apparire in origine, con il giovane detective impegnato a unire i numerosi tasselli del puzzle e cercando comunque di non farsi assalire dai sensi di colpa. Nonostante questo, sarà davvero difficile per il protagonista non sentirsi coinvolto direttamente nel corso delle indagini, dato che tra i sospettati c'è anche un suo amico, che sembra nascondere qualcosa di importante.Sul fronte personaggi è stato svolto un notevole lavoro di caratterizzazione, a cominciare proprio da Kurt che, anche in virtù del suo status di novello detective, si ritroverà in vari momenti a fare delle scelte molto importanti quanto difficili, sentendosi sempre più legato al caso anche per quanto concerne la propria emotività.


Debutterà in tutto il mondo il prossimo 3 settembre Il giovane Wallander, la serie prodotta da Berna Levin per Yellowbird UK. I registi sono Ole Endresen e Jens Jonsson mentre gli sceneggiatori sono Benjamin Harris, Jessica Ruston, Anoo Baghavan, Ben Schiffer.


Kurt Wallander tornerà nel 2021 su Netflix. Il giovane Wallander è stata infatti rinnovata dal gigante dello streaming per una seconda stagione. La prima stagione, prodotta da Yellow Bird UK e basata sui romanzi di Henning Mankell, è stata lanciata il 3 settembre scorso.


Buone notizie per i fan de #Il giovane Wallander. Come riporta Deadline, la serie che racconta gli inizi del celebre detective "esistenzialista" avrà una seconda stagione. L'adattamento di Netflix del personaggio creato dalla penna dello scrittore svedese Henning Mankell è il terzo per la TV, ma stavolta da un punto di vista completamente inedito, dal momento che segue i primi passi in polizia del futuro commissario ed è ambientato ai giorni nostri, anziché tra gli anni '60 e '90.


Il servizio di streaming ha ufficializzato il rinnovo della produzione targata Berna Levin e Yellow Bird UK all'inizio di novembre, dopo avere rilasciato i primi 6 episodi dal 3 settembre 2020. E anche se gli spettatori che si sono affezionati alla storia de Il giovane Wallader non mancano, la decisione della compagnia di Reed Hastings è stata accolta con una certa perplessità. In particolare, Slash Film ha commentato in modo tagliente la notizia della nuova stagione, osservando che la serie potrebbe anche non esistere, talmente poco è l'interesse che ha generato. Almeno, negli Stati Uniti.


La posizione del sito è in linea con le recensioni degli addetti ai lavori, che ritengono che la produzione non abbia chiaro il suo target. Ma se NME scrive che "i fan più anziani potrebbero avere difficoltà a ritrovarsi con questa versione moderna" e che "la storia non sembra adatta neppure a un pubblico più giovane", The Telegraph non è altrettanto diplomatico, affermando senza mezzi termini che "chi amava Wallander, odierà Il giovane Wallander".


Il giovane WallanderIn questa storia sulle origini del celebre detective, il poliziotto alle prime armi Kurt Wallander è incaricato delle indagini su uno strano omicidio a cui ha assistito.Apri scheda 041b061a72


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